Il Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, con sentenza depositata il 20/01/2020, ha stabilito che  delle offese razziali risponde non solo il dipendente che le ha pronunciate, ma anche la datrice di lavoro che non ha preso provvedimenti nei confronti del dipendente “razzista”.

Secondo i giudici meneghini, infatti, la persona offesa da frasi a contenuto offensivo e razziale ha diritto al risarcimento non solo dal dipendente che le ha pronunciate, ma anche dalla datrice di lavoro, ritenuta anch’essa colpevole.

Il Tribunale di Milano, con un provvedimento davvero innovativo, ha addirittura condannato la datrice di lavoro a provvedere ad organizzare un corso obbligatorio per tutti i propri dipendenti nel quale avvicinare questi ultimi, anche tramite l’intervento di esperti, alle tematiche razziali e al doveroso della persona, quale che ne sia la sua provenienza o etnia.